L'influenza della chirurgia ovarica sulla fertilità
Come trattare al meglio l’Endometriosi ed ottenere i migliori risultati dalla Fecondazione assistita

La cisti endometriosica
o endometrioma è una delle patologie più frequenti in chirurgia
ginecologica. Attualmente il miglior trattamento di fronte a questo
problema è la loro asportazione per via laparoscopica. Tuttavia la
presenza contemporanea di endometrioma ed infertilità rende le decisioni
più difficili e personalizzate. Non si può, cioè, operare subito tutte
le donne che mostrano una cisti endometriosica e desiderano un figlio
che non arriva. Infatti, l'intervento può avere molti effetti
collaterali, soprattutto quelli che riguardano i danni alla fertilità
(riserva ovarica) incorporato nelle ovaie.
I potenziali effetti negativi sulla riserva ovarica associati al trattamento chirurgico sono
stati accuratamente investigati negli ultimi anni e molti studi hanno
valutato i risultati chirurgici in termini di tassi di gravidanza e di
risposta ovarica alla stimolazione con ormoni (gonadotropine). In
pratica la chirurgia può, in alcuni casi, aiutare l’insorgenza della
gravidanza spontanea. In altri favorire un miglior risultato con
tecniche di Fecondazione assistita. Attualmente, non esistono dati
definitivi che chiariscono se il danno alla riserva ovarica, osservato
in pazienti con endometrioma è legato alla procedura chirurgica, alla
presenza della cisti o a entrambi. A volte può succedere che
l’asportazione delle cisti endometriosiche comporti un aumento del
rischio di insufficienza ovarica post-chirurgica, cioè l’ovaio funziona
di meno dopo il trauma subito con l’intervento di asportazione della
cisti. L’entità del danno ovarico associato alla
chirurgia è influenzato da più fattori. La dimensione per esempio
dell’endometrioma asportato è uno dei principali parametri valutati. In
molti studi è stato osservato come la riduzione del numero dei follicoli antrali
(ossia la riserva ovarica) è notevole in cisti di grandi dimensioni, ma
è interessante notare come a volte il danno alla riserva ovarica sia
presente anche in caso di escissione di cisti di diametro inferiori a 3
cm.


Molto importante risulta durante l’asportazione delle cisti ovariche con “stripping”
la tecnica e gli strumenti per la coagulazione di certi punti
sanguinanti (emostasi) del letto cistico ossia l’area dell’ovaio dove
questa si è formata ed è cresciuta. Molto utile a questo proposito è la
pinza bipolare che viene utilizzata per fare emostasi sull’ovaio dopo lo
“stripping” della cisti. E' uno strumento particolare per afferrare i
tessuti, che si collega ad un elettrobisturi e possiede 2 branche che
sono i 2 elettrodi attivi. Il passaggio di corrente necessario per
l’emostasi viene limitato strettamente all'area di tessuto compresa tra
le due branche/elettrodi senza causare altri danni a livello del tessuto
ovarico circostante.
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Riassumendo i vantaggi della pinza bipolare BiClamp sull’ovaio sono:
- Minima adesione al tessuto grazie all’elevata conduttività termica
- Minima lacerazione del vaso coagulato
- Coagulazione estremamente precisa e sicura grazie alla finissima geometria della punta della pinza che danneggia il meno possibile il tessuto ovarico
- Presa sicura del tessuto grazie alle superficie ruvida delle 2 branche della pinza
- Massimo risparmio di tempo grazie a esigenze minime di pulizia dello strumento
- Lunga durata dello strumento grazie alla lega di alta qualità
- Funzione di STOP AUTO che arresta automaticamente il processo di coagulazione quando è stata raggiunta la coagulazione ottimale del tessuto.
- Può essere sterilizzato e riutilizzato diminuendo così anche i costi dell’intervento
- Dopo coagulazione con BiClamp non sono necessarie legature aggiuntive del tessuto

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